CINQUE NUOVI SANTI PER IL GIUBILEO

In occasione del Concistoro pubblico il Papa ha firmato la canonizzazione di 5 nuovi santi, oltre a madre Teresa come abbiamo ricordato recentemente. Il messicano Giuseppe Sanchez del Rio, sulla cui tomba, Papa Francesco si è fermato in preghiera durante il suo recente viaggio in Messico; laico, martire, vittima nel 1928 a soli 15 anni delle persecuzioni religiose, ucciso perché rifiutò di abiurare la sua fede da ufficiali del governo messicano. Era il periodo della Cristiada, la guerra dichiarata al cattolicesimo dallo Stato messicano, con una costituzione d’ispirazione massonica che puntava a estirpare il cristianesimo dalla nazione. Non ci riuscì, ma non si contano i martiri come José Sanchez del Rio. Il secondo sarà Stanislao di Gesù Maria, al secolo Giovanni Papczynski, vissuto nel 1600, fondatore della Congregazione dei Chierici mariani dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria…alla vigilia della Gmg, la Polonia ha così un nuovo santo da venerare. La terza sarà Maria Elisabetta Hecinquenuovisanti_1458035293sselblad, religiosa svedese, fondatrice della Congregazione delle Suore dell’Ordine del Santissimo Salvatore di Santa Brigida La canonizzazione di Maria Elisabetta Hesselblad assume un significato particolarissimo, poiché Papa Francesco, il prossimo 31 ottobre, sarà a Lund per i 500 anni della Riforma protestante. Si è molto discusso del fatto che il Papa sarà un solo giorno in Svezia, senza incontrare i (pochi) cattolici della nazione scandinava. Ma la Hesselblad è una santa che può segnare un esempio, seppur indiretto. Nata da una famiglia luterana, emigrata negli Stati Uniti, infermiera a seguito di un voto, ha uno di quegli incontri che le fulminano la vita: il gesuita padre Hagen. Grazie a lui si converte al cattolicesimo. Poi, a Roma, fa rinascere l’ordine delle Brigidine. Ed infine Giuseppe Gabriele del Rosario Brochero, sacerdote diocesano argentino più conosciuto come “Cura Brochero”, figura particolarmente cara a papa Francesco: nel messaggio per la beatificazione del settembre 2013, lo definì “un pioniere nell’uscire verso le periferie geografiche ed esistenziali per portare a tutti l’amore, la misericordia di Dio”. Nato nel 1840 nella zona di Cordoba, dedicò la sua vita a “uscire a cercare la gente”, scrisse meno di tre anni fa il Pontefice; si spostava per chilometri sul dorso di una mula, attraversando zone disagiate, proprio per farsi vicino a tutti. Morì nel gennaio 1914 a “Villa del Transito”, che poco dopo fu ribattezzata “Villa Cura Brochero”. Il 5 giugno 2016 il “Cura Brochero”, ovvero José Gabriel del Rosario Brochero è il primo santo argentino. Un prete “callejero”, come l’ha definito Papa Francesco, che potrebbe diventare il patrono di tutti i sacerdoti argentini. È, per Papa Francesco, il modello di una pastorale fatta per la strada, ma anche con una forte impronta di meditazione: il Cura Brochero è conosciuto anche come fondatore di case di esercizi spirituali.