LA MIA NOTTE NON HA OSCURITA’ – Commento al Vangelo della Domenica di don Sandro

La trasfigurazione di Gesù sul monte è un’esperienza così intensa e unica tanto da far esclamare a Pietro: “Signore, è bello per noi essere qui”. Si tratta dello stesso Pietro che solo sei giorni indietro (così annota l’evangelista) aveva dapprima professato la sua fede in Cristo, riconosciuto come Figlio di Dio (Mt 16,16), e poco dopo aveva osato rimproverare Gesùtrasfigurazione-vs-computer-colored che annunciava la sua passione, morte e risurrezione: “Dio non voglia, Signore; questo non ti accadrà mai” (Mt 16,22). La fede di Pietro è come la nostra: è fragile. E’ pronto ad entusiasmarsi di fronte al volto trasfigurato  e luminoso di Gesù, ma poi non esita a rinnegarlo quando questo volto è sfigurato dalla sofferenza. Se Pietro non riesce a reggere lo scandalo della croce, figuriamoci noi! Tornando alla scena della trasfigurazione, leggiamo che dalla nube esce una voce: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo” (Mt 17,5). Qui c’è la chiave per poter accedere alla luce che si nasconde dietro ad ogni notte: ascoltare Gesù, accogliere il suo vangelo, in ogni circostanza della vita. Scrive Paolo a Timoteo (2Tm 1,10): “Cristo Gesù ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita (…) per mezzo del Vangelo”. La proposta è impegnativa: Gesù ci invita a fidarci di lui, a rinnegare noi stessi  prendendo la nostra croce e a seguirlo (Mt 16,24). La trasfigurazione è un’ “anteprima” di risurrezione, un sostegno alla fede  per chi cammina nel buio, ma sostenuto dalla speranza cristiana. Si tratta di una speranza che, come afferma efficacemente Benedetto XVI, “attira dentro il presente il futuro”. E’ questa speranza che fece dire al martire Lorenzo (258 d.C.): “La mia notte non ha oscurità, ma tutte le cose risplendono nella luce”. Don Sandro