“UN POSTO DOVE SENTIRSI A CASA”. VOCI E TESTIMONIANZE DELL’AZIONE CATTOLICA

Domenica 10 dicembre, partecipando tutti insieme alla messa parrocchiale e con una mostra/aperitivo nei locali sottostanti la chiesa, abbiamo celebrato anche quest’anno la “festa dell’adesione”! La vera festa sarebbe l’8 dicembre, festa dell’Immacolata, protettrice dell’Azione Cattolica, e in questo giorno, da 150 anni, ogni socio di AC festeggia l’adesione. Ma perché? Perché festeggiare ogni anno l’adesione ad un’associazione? Che cosa vuol dire per un giovane, un adulto essere aderente all’Azione Cattolica? Perché teniamo particolarmente a questa data che ci ricorda la nostra appartenenza? Nello statuto di AC si dice che: “L’appartenenza all’Azione Cattolica Italiana costituisce una scelta da parte di quanti vi aderiscono per maturare la propria vocazione alla santità, viverla da laici, svolgere il servizio ecclesiale che l’Associazione propone per la crescita della comunità cristiana, il suo sviluppo pastorale, l’animazione evangelica degli ambienti di vita e per partecipare in tal modo al cammino, alle scelte pastorali, alla spiritualità propria della comunità diocesana”. È importante quindi festeggiare l’8 dicembre la nostra adesione perché ognuno ricordi che aderendo, sceglie di vivere da laico la propria chiamata alla santità, ma anche che la risposta a questa chiamata non è un cammino solitario, bensì un cammino possibile solo se fatto insieme, inseriti in una comunità, partecipando attivamente alla vita dell’associazione quale piena esperienza di Chiesa. In questo modo, la nostra storia, questi 150 anni che quest’anno compie l’Azione Cattolica Italiana, non sono un semplice accumulo anagrafico di date ed eventi, ma sono volti, nomi, storie che riempiono e rendono viva una storia, un’esperienza che altrimenti potrebbe andare finire, dopo così tanto tempo, nella “soffitta dei bei ricordi”! È stato bello poter ascoltare durante l’aperitivo alcune di queste storie che, a livello locale, hanno fatto e fanno la “nostra AC”, osservare quello che è stato il nostro passato, guardare negli occhi il nostro presente e poter pensare sognando al nostro futuro! …E poi è bello festeggiare l’8 dicembre, perché Maria Immacolata ci ricordi, come ha detto il Papa all’Angelus della festa, che “non l’apparenza, non ciò che passa, ma il cuore puntato verso Dio (come quello di Maria) fa bella la vita.” Ecco, l’Azione Cattolica è questa per noi: un cammino condiviso che aiuta a puntare il cuore in alto, per fare della propria vita “un capolavoro”, come il Padre l’ha già pensata! (Lucia Lucentini)

ac-adesione-2018Sono 4 anni che faccio parte dell’ACR ed è un’esperienza bellissima, perché non solo ti dirige verso la strada giusta, cioè quella del Signore, ma è anche un posto dove sentirsi a casa, in famiglia. Qui ho creato molte nuove amicizie sia con i ragazzi della mia età, sia con gli educatori. Insomma è un’esperienza imperdibile, se presa seriamente.  (Alice – terza media)

Ho iniziato il mio percorso in ACR quando avevo 10 anni, ne avevo sentito parlare già diverse volte ma avevo sempre risposto no alla proposta! Alla fine però ho deciso, ed assieme alla mia amica mi sono recata in parrocchia. Sono partita con l’idea che avrei trovato la risposta ad alcune domande, ma non è stato così per me… ho trovato di più, oltre alle nuove amicizie ed alle riflessioni, io ora ho gli strumenti per rispondere alle mie domande, sia quotidiane che future, tengo sempre presente che il mio cammino non sarà mai solitario. Ho scoperto che Dio non mi chiede di essere perfetta, ma mi chiede di dare il meglio di me, nella consapevolezza che quel che manca lo aggiunge Lui!!!   (Giorgia – terza media)

Quando mi viene chiesto “Che cosa è per te l’Azione Cattolica?” la prima cosa che mi viene in mente sono alcune parole del presidente nazionale degli anni ‘60: “un’Associazione di laici che insieme servono la Chiesa e che si vogliono bene”. Più della metà della mia vita è trascorsa in Associazione, incontrata subito dopo la Cresima. Ripercorrendo questi anni posso rispondere che l’AC è il luogo in cui il Signore ha voluto incontrarmi e in essa mi chiede di mettermi al servizio della Chiesa e dei fratelli per realizzare la mia vocazione ed essere felice; un cammino supportato dalla stretta collaborazione con i sacerdoti. Molti sono i carismi suscitati nella Chiesa, per me è stato ed è in questo cammino spirituale che mi viene chiesto giorno dopo giorno di “dare tutto quello che ho”  per realizzare cosa già c’è nel mio cuore. In questi lunghi anni ho sperimentato la realtà di una famiglia molto grande, dalla parrocchia all’unità pastorale, passando per la diocesi fino al livello nazionale. Una famiglia in cui tutti possono essere protagonisti, in cui è difficile scegliersi e riscegliersi ogni giorno, nella quale cammini anche con persone che non ti sei scelto ma che il Signore ti mette accanto per aiutarti a fare la strada verso di Lui, la strada della santità. Ci precedono tante figure sante che hanno fatto del loro quotidiano un’esperienza straordinaria, donne e uomini che hanno “dato tutto quello che avevano” nel lavoro, nella politica, nella famiglia. Potrebbe sembrare un’esperienza di “sacrificio” ma a ben vedere questa parola indica qualcosa di affascinante: qualsiasi offerta fatta a Dio….. io aggiungo: che ti cambia la vita e ne rivela il senso. (Michela – adulti)