DESIDERIAMO BATTEZZARE NOSTRO FIGLIO

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Che cos’è il battesimo?

“Il santo Battesimo è il fondamento di tutta la vita cristiana, il vestibolo d’ingresso alla vita nello Spirito, e la porta che apre l’accesso agli altri sacramenti. Mediante il Battesimo siamo liberati dal peccato e rigenerati come figli di Dio, diventiamo membra di Cristo; siamo incorporati alla Chiesa e resi partecipi della sua missione” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1213)

Perché il battesimo da bambini?

“Poiché nascono con una natura umana decaduta e contaminata dal peccato originale, anche i bambini hanno bisogno della nuova nascita nel Battesimo per essere liberati dal potere delle tenebre e trasferiti nel regno della libertà dei figli di Dio, alla quale tutti gli uomini sono chiamati. La pura gratuità della grazia della salvezza si manifesta in modo tutto particolare nel Battesimo dei bambini. La Chiesa e i genitori priverebbero quindi il bambino della grazia inestimabile di diventare figlio di Dio se non gli conferissero il Battesimo poco dopo la nascita” (Catechismo della Chiesa Cattolica, n. 1250).

E dopo il battesimo…?

“Per attuare pienamente la realtà del sacramento, è necessario che i bambini siano in seguito educati nella fede in cui sono stati battezzati: il sacramento già ricevuto costituirà il fondamento di questo impegno. L’educazione cristiana è un diritto dei bambini; essa tende a guidarli gradualmente a conoscere il disegno di Dio in Cristo: così potranno ratificare personalmente la fede nella quale sono stati battezzati” (Premesse al rito del battesimo, n. 3).

Nell’educazione alla fede è fondamentale il compito dei genitori. Si tratta di un impegno esplicito preso nel giorno del matrimonio.

Qual è il compito del padrino e della madrina?

Il loro compito è presentare al battesimo con i genitori il battezzando bambino e parimenti cooperare affinché il battezzato conduca una vita cristiana conforme al battesimo e adempia fedelmente gli obblighi ad esso inerenti (Codice di Diritto Canonico, n. 872).

Quali requisiti sono richiesti per il padrino e la madrina? (Codice di Diritto Canonico, n. 874).

Perché uno possa essere ammesso all’incarico di padrino, è necessario che:

  • sia designato dai genitori del battezzando o da chi ne fa le veci oppure, mancando questi, dal parroco o dal ministro e abbia l’attitudine e l’intenzione di esercitare questo incarico;
  • abbia compiuto i sedici anni, a meno che dal Vescovo diocesano non sia stata stabilita un’altra età, oppure al parroco o al ministro non sembri opportuno, per giusta causa, ammettere l’eccezione;
  • sia cattolico, abbia già ricevuto la confermazione (cresima) e il santissimo sacramento dell’Eucaristia, e conduca una vita conforme alla fede e all’incarico che assume;
  • non sia irretito da alcuna pena canonica legittimamente inflitta o dichiarata (per esempio: chi ha chiesto lo “sbattezzo”).
  • non sia il padre o la madre del battezzando.

Non possono fare perciò da padrini quelle persone che:

  • sono sposate solo civilmente
  • sono conviventi
  • sono divorziate o separate con nuova unione

Potrebbero fare da padrini persone separate, ma non conviventi, che non hanno chiesto il divorzio o persone divorziate che abbiano subito il divorzio. In questi casi è bene parlarne preventivamente con il Parroco per valutare la situazione.

Per poter fare da padrino bisogna chiedere personalmente il nulla osta (documento o attestato di idoneità dei padrini) al Parroco della Parrocchia in cui al momento si è domiciliati.

Per un approfondimento sul ruolo del padrino e la possibilità del “testimone”, leggere QUI

Come ci prepariamo al battesimo?

L’Unità Pastorale di Montegranaro propone un itinerario di preparazione al Battesimo in tre incontri: due si svolgono a casa, negli orari e nei momenti più consoni alle esigenze della famiglia stessa, da parte di una coppia di “catechisti battesimali” (ad uno degli incontri partecipa possibilmente un sacerdote); il terzo in parrocchia con eventuali altre coppie e possibilmente i padrini, per una catechesi sul rito.

Possiamo partecipare alla Comunione sacramentale nella celebrazione del battesimo di nostro figlio?

Naturalmente sì, nel rispetto delle dovute condizioni. Alla vigilia della celebrazione suggeriamo ai genitori e ai padrini / madrine di prepararsi adeguatamente anche attraverso l’accostamento al sacramento della confessione. Se vi trovate nella situazione di genitori conviventi, divorziati risposati, coniugati solo civilmente, ricordiamo l’attuale disposizione della chiesa che richiede di astenersi dai sacramenti (confessione, comunione) a motivo della condizione oggettiva di vita che non rispecchia l’ideale del matrimonio cristiano. Questo non impedisce di continuare ad essere membro della chiesa e di condurre una vita cristiana attraverso l’ascolto della Parola, la preghiera, la partecipazione all’eucaristia domenicale (senza fare la comunione), la carità fraterna e la testimonianza di vita cristiana nell’educazione dei figli e nella vita quotidiana.

Per finire alcune indicazioni pratiche:

  • Il fotografo: nel caso che si sia in presenza di più famiglie che battezzano i loro figli nella stessa celebrazione, le invitiamo ad accordarsi per scegliere un unico fotografo ufficiale. Altri fotografi (parenti, amici ecc.) sono liberi di fare foto, ma solo prima e dopo la celebrazione; non durante per non arrecare disturbo alla stessa.
  • Addobbo floreale: le singole parrocchie provvedono all’adeguato addobbo floreale.
  • Offerta: come per tutte le altre celebrazioni, anche per il battesimo non esiste nessuna “tariffa”; l’eventuale offerta alla chiesa verrà liberamente decisa dalla famiglia come segno di sollecitudine e partecipazione alla vita della comunità cristiana.
  • Per celebrare degnamente il Sacramento del battesimo, consigliamo ai genitori, ai padrini, ai nonni e ai parenti tutti di viverlo nello stato di Grazia che si acquista in seguito alla Confessione sacramentale.