Fatti per amare – Commento al Vangelo della Domenica della SS.ma Trinità 27 maggio 2018 di don Sandro

Il mistero di Dio, unità di tre Persone, che Gesù ha svelato a noi uomini, pur se eccedente rispetto alla nostra capacità di pensiero, ci rimanda ad una “relazione”, che è legame di Amore. E’ l’Amore che “tiene in piedi” Dio e ne costituisce l’essenza più profonda, tanto da far dire all’apostolo Giovanni che “Dio è Amore” (1Gv 4,8). Tale capacità di relazione Dio l’ha impressa nel cuore dell’uomo, creato a sua immagine e somiglianza. Don Tonino Bello, vescovo di Molfetta morto 25 anni fa, affermava: «Se oggi c’è un insegnamento che dobbiamo apprendere con urgenza da questo mistero [della Trinità], è proprio quello della revisione dei nostri rapporti interpersonali. Altro che “relazioni”. L’acidità ci inquina. Stiamo diventando corazze. Più che luoghi d’incontro, siamo spesso piccoli centri di scomunica reciproca. Tendiamo a chiuderci. La trincea ci affascina più del crocicchio. L’isola sperduta, più dell’arcipelago. Il ripiegamento nel guscio, più della esposizione al sole della comunione e al vento della solidarietà. Sperimentiamo la persona più come solitario auto-possesso, che come momento di apertura al prossimo. E l’altro, lo vediamo più come limite del nostro essere, che come soglia dove cominciamo a esistere veramente» (dalle: Omelie e scritti quaresimali). Quando la persona perde il senso e il significato della relazione, si ammala dentro, nella psiche e nell’anima (e spesso anche nel corpo). Le relazioni ferite sono il frutto amaro del peccato. Eppure anche la persona più ferita non cessa di nutrire la nostalgia di relazioni vere. Gli antichi padri dicevano che il peccato distrugge la somiglianza, ma non l’immagine di Dio impressa in noi. Abbiamo un bisogno tremendo di guarire nel cuore per  recuperare la somiglianza perduta con Dio. Per questo Dio Padre ha mandato a noi Gesù, suo Figlio: “perché noi avessimo la vita per mezzo di lui” (1Gv 4,9) e, in Cristo, ci ha donato lo Spirito di Amore. Nella misura in cui, nella fede, accogliamo l’Amore che viene da Dio anche i nostri rapporti si rinnovano, ad immagine e somiglianza della Trinità. Dove c’è amore, c’è Dio … dove c’è Dio, c’è amore. Questo è vivere! Don Sandro

 

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 28, 16-20

In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».