Giovanissimi a Roma: non “turisti per caso”…

… ma “al servizio per scelta”

Dal 13 al 15 luglio il nostro gruppo giovanissimi dell’Azione Cattolica di Montegranaro ha preso parte ad un campo di servizio in una casa di prima accoglienza gestita dalla Caritas diocesana nella periferia di Roma. Dieci ragazzi e due educatori si sono trovati a fare volontariato in una grande struttura che ospita alcune donne con un passato traumatico, giunte in Italia da varie parti del mondo insieme ai loro bambini (alcuni nati, altri in arrivo) attraverso vicende dure e complicate. Dopo aver viaggiato tutta la notte, preso due metro e camminato a piedi, alla “Casa di Cristian” ci accoglie un operatore che ci accompagna presso il nostro alloggio e ci fa fare il giro della struttura, illustrandoci i lavori che avremmo dovuto fare: sistemare il giardino, le stanze, il campo da calcio e gli spogliatoi. Il lunedì seguente sarebbe iniziato un centro estivo per i bambini della parrocchia con cui la casa collabora ed il nostro lavoro ha lo scopo di far trovare ai bambini che sarebbero arrivati un posto pulito, ordinato ed accogliente. Nonostante la stanchezza iniziamo di buona lena e per due giorni siamo a completa disposizione per tutto ciò che serve, anche solo un abbraccio ai bambini ospiti che non parlano italiano ma che ci avvolgono con le loro braccia e i loro sorrisi. Alcuni di noi sono stati inviati ad un supermercato del quartiere per la raccolta alimentare mensile che la casa organizza. Ci siamo trovati a raccogliere il poco o il tanto che le famiglie romane riescono a donare. Al termine del nostro lavoro ci basta vedere il giardino ripulito dalle erbacce e pensare ai bambini che giocheranno sui luoghi che abbiamo pulito per essere soddisfatti del nostro operato. Un bellissimo dono poi è arrivato dal parroco della parrocchia vicina che prega e lavora con noi, e che al termine dei lavori ci accompagna alla prima comunità fondata da Madre Teresa di Calcutta a Roma e in Europa e, visitando la camera della Santa, ce ne racconta la storia. Per andare via felici ci basta il grazie commosso della ragazza nigeriana quando le facciamo gli auguri per l’imminente nascita del suo secondogenito. Ciascuno ha portato a casa qualcosa da questa esperienza che ha permesso di toccare da vicino la sofferenza e la solitudine. Con grande sorpresa ci siamo accorti che il cellulare non è fondamentale e che si sopravvive senza guardarlo costantemente.  Il faticare insieme ci è servito ad unire un gruppo che cammina insieme da un anno. Tra un lavoro e un po’ di riposo abbiamo incontrato tanti amici: Marco, un operatore Caritas,  che ci ha aiutato a fare chiarezza nei nostri cuori; Padre Ivan che nel raccontarci la sua vocazione ci ha ricordato che il desiderio di immortalità che tutti portiamo dentro si realizza solo se lo vogliamo; Don Stanislav, felice e riconoscente per aver potuto condividere un po’ di strada con un gruppo di giovanissimi. Ci siamo portati a casa tanti sorrisi, quelli delle mamme, dei bambini, degli operatori, delle persone ascoltate. Tanti sorrisi sono stati anche i nostri, grandi, belli, inaspettati… suscitati da un semplice dormire a terra o dal pulire un bagno usato da dieci persone… sorrisi tanto attesi da cuori che insieme si sono dilatati per fare posto anche all’altro… chiunque lo Spirito Santo abbia scelto per noi. (I Giovanissimi dell’AC di Montegranaro)