Amore per sempre!

Di Raissa Millevolte. Cari lettrici e lettori, la festa diocesana dei fidanzati, svoltasi sabato 16 febbraio presso la parrocchia Sacra Famiglia di Porto San Giorgio, è giunta alla sua 17a edizione. In concomitanza, nella nostra unità pastorale di Montegranaro si è concluso il percorso per fidanzati in vista del Matrimonio Cristiano: i giovani che aspirano a costruire una famiglia vengono accompagnati da alcune coppie di sposi e con l’intervento di alcuni esperti – sacerdoti e laici – in un cammino che anticipa di qualche mese la celebrazione del matrimonio. Colgo l’occasione per sensibilizzare le giovani coppie sull’importanza di partecipare a questa iniziativa che, a volte, viene percepita come un’imposizione, ma che va valutata per quello che è: un’opportunità in più per prendere coscienza del passo fondamentale che ci si prepara a fare. Formare una famiglia, “germe” primigenio della società civile, così come è stata definita dal Pontefice, significa farsi carico di una vera e propria missione non solo individuale, per tutto ciò che concerne il proprio ruolo di moglie, marito, genitore, ma anche in un certo senso politica. L’uomo è un “animale sociale” il quale si evolve pienamente nella relazione con l’altro e se l’obiettivo di ciascuno è fare il meglio per attuare un’opera concreta di “bonifica” della società, adoperandosi, ciascuno secondo le possibilità, per fare il bene comune, il primo passo è tutelare la famiglia, una perla preziosa sempre più spesso al centro dell’attenzione mediatica. Essa va difesa nella sua essenza originaria, ovvero di piccola cassa di risonanza dalla quale vengono propagati tutti i vizi ed anche le umane virtù che interessano la comunità: dal benessere della “famiglia”, cellula di convivenza, maestra di vita, luogo di consolazione ma anche afflizione, secondo le circostanze, dipende la salute di tutta la società. Questo ci da la misura dell’importanza di tutelarla da ogni servitù ideologica, allontanandola da facili strumentalizzazioni, per riportarla allo splendore con cui è stata concepita dalla logica di Dio. C’è una famosa frase di Lev Tolstoy: “tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo”; essa contiene un’idea geniale: e famiglie serene si assomigliano perché sono lo specchio del Creatore, a Sua immagine sono state concepite, non si discostano dal disegno originale, quelle infelici hanno purtroppo una cicatrice, un qualcosa che le identifica e che è distintivo di ciascuna. Per tutto questo i fidanzati devono rendersi conto dello “spessore politico” della loro decisione, senza viverla con ansia ma con la dovuta responsabilità.  Per incoraggiare i nostri “eroi” va detto che il fidanzamento è il quadro a tinte rosa del percorso di coppia, si sta bene perché ci si proietta verso il futuro con quella speranza tutta giovanile che è una risorsa fondamentale per il nostro stanco mondo. Il 14 febbraio è stata anche la loro festa, la festa dell’Amore, perché si ricorda San Valentino, considerato il patrono degli innamorati poiché secondo la tradizione è stato il primo religioso ad aver celebrato l’unione fra un giovane legionario ed una giovane cristiana, un fatto impensabile per l’epoca che ci fa riflettere sulla potenza di un sentimento, quando questo è vero. Secondo alcuni scritti del VI secolo, Valentino fu cittadino e Vescovo di Terni, divenuto famoso per la santità di vita, la carità ed umiltà, martirizzato il 14 febbraio 273 d.C. durante la persecuzione dei cristiani e reso immortale dal suo atto di autentica adesione a Cristo, nonostante i tempi durissimi e le ideologie ostili. Queste notizie sospese tra leggenda e storicità sono un invito per tutti i giovani a raccogliere la sfida dell’Amore, come si coglie una rosa su un precipizio, con il rischio dell’azzardo ma con la certezza che se si è con Gesù e nella Verità non si è mai soli. Un saluto, Raissa.