“Vi do la mia pace”

Mancano poche domeniche alla Pentecoste e già i vangeli ci parlano dello Spirito Santo. Gesù ne parla ai suoi discepoli per prepararli a quanto accadrà dopo la sua ascensione al Padre. Sa bene che la sua partenza sarà fonte di turbamento e di inquietudine. Ma sa anche meglio di chiunque che l’unico che può sconfiggere le nostre paure è il Paràclito. Cioè colui che ci sta accanto, il nostro assistente nella fede, il maestro interiore. E tra le sue funzioni principali lo Spirito Santo ha il privilegio di ricordarci le cose. Mi piace questa definizione dello Spirito Santo. Egli ricorda. Ma che cosa? Ricorda all’uomo la fonte della sua pace. Ricorda all’uomo l’essenziale per la sua vita. Riporta l’uomo alla sua realtà per viverla meglio. Lo Spirito Santo non ci porta fuori dalla realtà ma ci rimette con i piedi per terra. Ci ricorda il motivo per il quale vale la pena vivere. Infatti, quando noi perdiamo di vista il motivo per cui le cose vanno fatte, perdiamo anche la forza e il coraggio di farle. Una delle crisi del nostro tempo è senz’altro una crisi motivazionale. Non ci ricordiamo più i motivi per i quali fare le cose e impegnarsi fino in fondo. Vale anche per la fede. Se non ci ricordiamo più le promesse del nostro battesimo difficilmente riusciremo a mantenere in piedi una vita di fede stabile. Ed è lì che subentra il turbamento ed è lì che perdiamo la pace. Gesù è venuto a portaci la pace, non come la pace che dà il mondo. Perché, che pace ci dà il mondo? Il mondo ci dona una pace a scadenza, una di quelle che è legata a ciò che accade. Se le cose vanno bene tu sei in pace, se le cose non vanno bene tu non hai pace; questa è la pace del mondo. Una pace effimera e fragile. Una pace fondata su equilibri e compromessi. Una pace legata al benessere materiale. Invece la pace che dona Cristo non è una pace legata alle circostanze. La sua pace funziona così: se le cose ti vanno bene tu sei nella sua pace, ma anche se le cose ti vanno male tu non perdi la pace, perché essa è fondata su di Lui e non su ciò che ti capita. Questo è Gesù: uno che con il Suo amore dà stabilità al tuo bisogno di pace. Uno che dice che puoi permetterti anche di affrontare cose tremende e faticose ben sapendo che nessuno può toglierti la pace che ti dona Lui. Non c’è spazio per la disperazione quando c’è Lui. Si può aver paura, si può soffrire ma né la paura né il dolore possono più comandare al posto nostro. La libertà che Egli ci ottiene non è assenza di problemi ma capacità di rimanere in piedi nonostante i problemi. Manda Signore il tuo Spirito affinché possa ricordarci che solo in Te l’uomo trova la vera pace.

Dal Vangelo secondo Giovanni

Gv 14,23-29

In quel tempo, Gesù disse [ai suoi discepoli]: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto. Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate».