Commento alla Parola della domenica 17 novembre 2019 di don Sandro. Oggi, vicini al termine dell’anno liturgico, ascoltiamo una pagina di vangelo che ci dà uno scossone. Attenzione però: non ci parla della fine del mondo, ma di ciò che avviene “prima”. E questo “prima” è esattamente ciò che accade adesso, qui e ora, nel tempo che precede la fine. Notizie di guerre, rivoluzioni, catastrofi naturali, persecuzioni… occupano da sempre le prime pagine della cronaca, fin dal giorno in cui si è consumata la prima guerra mondiale, quella tra due fratelli, Caino e Abele, finita con l’assassinio di quest’ultimo. Tutto questo finirà. Tutto ciò che ha avuto un inizio avrà una fine. E allora, come prendere la vita? Si può vivere in due maniere: la prima è condurre una vita dominata dalla paura della morte, una paura che potenzialmente chiude l’uomo in sé stesso e gli fa dare il peggio di sé, per difesa; la seconda maniera è vivere da figli e da fratelli animati dalla speranza di varcare la soglia del tempo per trovare casa nell’eterno, là dove Cristo risorto abita, nel seno del Padre.  Chi vive con questa fede non ha paura della morte, semmai teme di non vivere abbastanza da figlio e da fratello nel tempo presente. Il brano di vangelo di Luca si conclude così:  “Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita”. «Ecco la virtù cristiana per eccellenza, la perseveranza-pazienza (in greco hypomoné): è la capacità di non disperare, di non lasciarsi abbattere nelle tribolazioni e nelle difficoltà, di rimanere e durare nel tempo, che diviene anche capacità di sup-portare gli altri, di sopportarli e di sostenerli. La vita cristiana, infatti, non è l’esperienza di un momento o di una stagione della vita, ma abbraccia l’intera esistenza, è “per-severanza fino alla fine” (cf. Mt 10,22; 24,13), continuando a vivere nell’amore “fino alla fine”, sull’esempio di Gesù (Gv 13,1)» (Padre Enzo Bianchi).  Attendiamo la fine non come il tramonto, ma come una nuova e definitiva alba di un giorno senza tramonto. “Per voi, che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia” (profeta Malachia, dalla prima lettura). Don Sandro

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 21,5-19

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine». Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».