Non ci si salva da soli

Commento al Vangelo della domenica 24 novembre 2019 di don Sandro  Salvucci. “Come hai riconosciuto il Messia in Gesù sulla croce tu che non conosci né la legge né i profeti tu che non sai pregare e sei un malfattore?” Risposta del ladrone: “Gesù mi ha guardato e nel suo sguardo ho capito tutto!” (Sant’Agostino). Affascinante la risposta del “buon ladrone” nel dialogo immaginario di Sant’Agostino con lui. Ha capito che solo l’amore salva. Gesù Cristo è “re” in un modo molto diverso dalle logiche mondane. L’evangelista Luca ci riporta un dialogo surreale del Maestro con gli apostoli durante l’ultima cena, quando si accese una discussione su «chi di loro fosse da considerare più grande», segno della loro totale cecità. «Egli disse: “I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno potere su di esse sono chiamati benefattori. Voi però non fate così; ma chi tra voi è più grande diventi come il più giovane, e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve» (Lc 22,24-27). Per Gesù regnare è servire, fino alla fine! “L’unico suo potere è amare fino alla morte. La sua salvezza non è quella che si attende l’uomo. E’ quella di un Dio che si fa condannare alla nostra stessa pena, pur di stare con noi” (S. Fausti). Mentre è sulla croce gli ripetono come un ritornello: “Salva te stesso!”. E cosa fa Gesù? Perdona e sta con noi, fino alla fine: è in questo modo che ci salva. Si illuminano così le sue parole un po’ oscure: «Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva» (Lc 17,33). Gesù è qui con me, entra nella mia morte e nel mio “inferno” perché io possa essere con lui nel Regno. Il battesimo, innestandoci in Gesù Cristo, ci ha resi partecipi della sua regalità. Fin da “oggi” siamo cittadini del suo Regno, se ci apriamo a Lui come il “buon ladrone”. Don Sandro

Dal Vangelo secondo Luca
Lc 23,35-43

In quel tempo, dopo che ebbero crocifisso Gesù, il popolo stava a vedere; i capi invece deridevano Gesù dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l’eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell’aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c’era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L’altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso».