Ecco di nuovo l’Avvento! E’ una sveglia che suona: “Vegliate! … Tenetevi pronti!”. Vale la pena ricordare che l’Avvento non è solo attesa di Gesù che viene a Natale (la prima venuta), ma è attesa della sua ultima e definitiva venuta (la seconda venuta), quando verrà a giudicare i vivi e i morti e ricapitolerà tutto in sé per consegnare il Regno al Padre suo e Padre nostro. Ogni volta che celebriamo l’Eucaristia affermiamo: “Annunciamo la tua morte Signore, proclamiamo la tua risurrezione nell’attesa della tua venuta”. Questa “attesa” non ha nulla di catastrofico, ma è invito a tenere viva la speranza in un compimento. Se pensiamo all’attesa normalmente ci viene in mente qualcosa di statico, un tempo carico di noia e stanchezza. Il Vangelo ci parla di un’attesa diversa, una necessità di essere pronti, un’attesa che ci obbliga a stare “svegli”, pronti ad andare incontro a Gesù che viene. Sì, il nostro cammino è volto all’incontro, a quell’incontro che cambia la vita, all’accoglienza del Dio Amore che si è fatto uomo per donare all’uomo la Salvezza. E la nostra Salvezza è vicina, è già qui: sta nel coraggio di andare, non da soli, ma “rivestiti di Cristo”!  Chi non “attende”, lascia intuire il vangelo, non si accorge di nulla e si trova a fare i conti con una vita  senza nulla fra le mani. Chi attende ha una speranza che lo muove dentro e lo motiva in ogni passo che fa, ma attende davvero solo chi ama. Perché attendere è l’infinito del verbo amare (don Tonino Bello). E’ andare incontro a Colui che ci ama all’infinito. Don Sandro

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 24,37-44

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Come furono i giorni di Noè, così sarà la venuta del Figlio dell’uomo. Infatti, come nei giorni che precedettero il diluvio mangiavano e bevevano, prendevano moglie e prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si accorsero di nulla finché venne il diluvio e travolse tutti: così sarà anche la venuta del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una verrà portata via e l’altra lasciata. Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà. Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora della notte viene il ladro, veglierebbe e non si lascerebbe scassinare la casa. Perciò anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».