Come nella messa del giorno di Natale, anche in questa seconda domenica, la liturgia ci propone il grande prologo del quarto evangelista. Anche se apre il vangelo, il prologo in realtà rappresenta il coronamento e la conclusione di tutta la storia della salvezza vista con gli occhi di Giovanni. In maniera poetica egli annuncia: Dio è Parola, una Parola fatta carne. Mi soffermo solamente sulle prime battute del testo di questa domenica: «In principio era il Verbo». Ne possiamo trarre almeno due insegnamenti per la nostra fede alla vigilia dell’Epifania. Giovanni ci ricorda che Dio è all’origine di ogni cosa e che Egli parla. Non si scopre alla fine della storia ma sta già all’inizio, quando niente ancora esisteva egli si definisce come parola. Dio sta in silenzio e non è indifferente. Tutta la storia della nostra fede sta nel ricordarci questo: Dio non scompare e non ignora l’uomo. Egli usa pertanto lo strumento privilegiato della comunicazione umana: la parola. Infatti, il modo in cui parliamo dice il modo in cui vediamo il mondo e il modo in cui amiamo. Le parole infatti possono essere vere o false, ambigue o chiare, distorte o autentiche, proprio come le nostre relazioni. All’inizio di un anno civile è bene ricordarci che Dio ricomincia il suo rapporto con noi dalla Parola. Una parola che va letta, meditata e messa in pratica. Così come all’inizio della Genesi «Dio disse» per creare il mondo, ora con il Natale Egli esprime ancora una volta il suo desiderio di parlarci, di venirci incontro, di creare una relazione con ognuno di noi in qualunque situazione ci troviamo e ci troveremo a vivere. San Paolo già lo precisava a Timoteo : « Tutta la Scrittura, ispirata da Dio, è anche utile per insegnare, convincere, correggere ed educare nella giustizia, perché l’uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona» ( 2Tm 3, 16-17). Se all’inizio della Genesi, la parola donava vita, adesso in Gesù la Parola prende un volto e diventa persino intima, quasi per assicurarsi di raggiungerci nella concretezza della nostra storia. La parola diventa Qualcuno, un compagno di strada per aiutarci a fare luce e mettere ordine. Chi accoglie questa parola ha la possibilità di ricominciare, di ritrovare il senso lì dove tutto sembra fermo, morto. La Parola è vita. Sì, perché essa fa prendere forma, chiama all’esistenza ciò che sembra solo un pensiero, una possibilità. In questo senso direi infine che la Parola mette ordine. Infatti, la Parola è luce e fa luce. Vedere veramente come stanno le cose è il primo passo necessario per poter rimettere le cose a posto. Mentre formuliamo nuovi propositi per l’anno nuovo, mettiamoci anche in ascolto di questa Parola che non delude mai.  Don Lambert

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 1,1-18

In principio era il Verbo, / e il Verbo era presso Dio / e il Verbo era Dio. / Egli era, in principio, presso Dio: / tutto è stato fatto per mezzo di lui / e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. / In lui era la vita / e la vita era la luce degli uomini; / la luce splende nelle tenebre / e le tenebre non l’hanno vinta. / Venne un uomo mandato da Dio: / il suo nome era Giovanni. / Egli venne come testimone / per dare testimonianza alla luce, / perché tutti credessero per mezzo di lui. / Non era lui la luce, / ma doveva dare testimonianza alla luce. / Veniva nel mondo la luce vera, / quella che illumina ogni uomo. / Era nel mondo / e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; / eppure il mondo non lo ha riconosciuto. / Venne fra i suoi, / e i suoi non lo hanno accolto. / A quanti però lo hanno accolto / ha dato potere di diventare figli di Dio: / a quelli / che credono nel suo nome, / i quali, non da sangue / né da volere di carne / né da volere di uomo, / ma da Dio sono stati generati. / E il Verbo si fece carne / e venne ad abitare in mezzo a noi; / e noi abbiamo contemplato la sua gloria, / gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, / pieno di grazia e di verità. ] / Giovanni gli dà testimonianza e proclama: / «Era di lui che io dissi: / Colui che viene dopo di me / è avanti a me, / perché era prima di me». / Dalla sua pienezza / noi tutti abbiamo ricevuto: / grazia su grazia.   / Perché la Legge fu data per mezzo di Mosè, / la grazia e la verità vennero per mezzo di Gesù Cristo. / Dio, nessuno lo ha mai visto: / il Figlio unigenito, che è / Dio / ed è nel seno del Padre, è lui che lo ha rivelato.