Di Daniele Malvestiti. Com’è tradizione, ormai da tanti anni, si terrà in questo mese, dall’11 al 19 prossimi, nella Cattedrale di Fermo, il Settenario di preghiera in onore della Madonna del Pianto. Un Settenario che, dopo l’istituzione della Commissione per la promozione a questa devozione da parte dell’Arcivescovo di Fermo, S.E. Mons. Pennacchio, contribuirà ad alimentare la fede di quanti già conoscono e partecipano alle numerose iniziative. Numerosi gli appuntamenti previsti tra i quali sono di particolare rilevanza gli interventi di due relatori del calibro di Don Fabio Rosini (celebre biblista, direttore del Servizio per le Vocazioni della Diocesi di Roma) e del Professor Vittorio Sgarbi, (famoso critico d’arte, saggista, personaggio televisivo e opinionista italiano). Riguardo alla devozione alla Madonna del Pianto, si legge nei libri di storia cattolica che, già dal 1546, da Roma il culto si diffuse prontamente ed in modo piuttosto particolare nelle Regione Marche, a cominciare da Fermo ed inizialmente nella chiesa suburbana del Crocifisso in località Salette. Successe infatti che a Roma, in Via dei Catinari, era dipinta su di un muro l’immagine della Beata Vergine Maria. Il 10 gennaio 1546, proprio sotto quell’immagine, due uomini vennero a lite ferocissima ed uno di loro fu ferito a morte col pugnale. I numerosi presenti al fatto videro subito dopo scendere molte lacrime dall’immagine della Madonna. Questo fatto sorprendente fu presto conosciuto non solo dai romani, ma dall’Italia intera e, straordinariamente si diffuse a Fermo, come del resto un po’ ovunque, il culto della Madonna del Pianto. A Fermo infatti, la confraternita del Santissimo Crocefisso, che aveva sede nella omonima chiesa in contrada Salette, ampliò quel suo titolo aggiungendo quello della Madonna del Pianto, ampliamento questo accolto nel 1585 e confermato nel 1607 da Papa Paolo V Borghese. Ma tale era la devozione alla Madonna del Pianto che i fedeli chiesero una chiesa al centro della città di Fermo, richiesta questa che fu attuata nel 1609 nella piccola chiesa del SS. Crocifisso di Santa Chiara (poi intitolata alla SS. Trinità). Si pensò anche alla realizzazione di una bella statua, opera di Bastian Sebastiani, che fu esposta ai fedeli nel 1614. Una nuova chiesa fu completata e officiata dal 7 aprile 1681, dedicata alla Madonna del Pianto, frequentata dall’omonima confraternita e dai devoti di ogni provenienza. In quella occasione fu qui traslata la preziosa e prodigiosa statua di Sebastiani, considerata come capolavoro di arte scultorea e pittorica e definita come “meravigliosa e degna di Michelangelo”. Da allora i fedeli del Fermano ne solennizzarono la festa a gennaio, con devoto raccoglimento, per sette giorni prima della festa di sant’Antonio abate. Altre chiese ed edicole furono costruite in tutto il territorio della Diocesi, come l’edicola (pinturetta) che fu edificata nel marzo del 1950 a Montegranaro e tutt’ora esistente nel quartiere dell’ex ospedale. In occasione dell’anno Mariano del 1954 indetto da Pio XII dall’8 dicembre 1953 all’8 dicembre 1954, per commemorare il centenario della proclamazione dell’Immacolata Concezione fatta da Pio IX un secolo prima, la statua della Madonna del Pianto conservata nel Santuario di Fermo, effettuò un pellegrinaggio che toccò tutta la Diocesi, ovunque accolta da ferventi espressioni di devozione da parte dei fedeli. Non solo fu grandissima la partecipazione dei devoti del Fermano, ma per ricordare l’eccezionale evento in molti di quei luoghi furono edificate ulteriori edicole appunto dedicate alla Madonna del Pianto. Molto ricco il programma del Settenario di preghiera in suo onore previsto in questi giorni nella Cattedrale di Fermo, che vede delle conferme ed anche delle interessanti novità. Oltre ai due illustri relatori, la predicazione sarà affidata a don Enrico Brancozzi, Rettore del Seminario Arcivescovile di Fermo e direttore dell’ufficio diocesano per la pastorale vocazionale, il quale trarrà spunto dal tema scelto per il settenario, ossia “Maria, Madre della Speranza”.