Un Dio che si mette in fila fino a confondersi con i peccatori per farsi battezzare è il manifesto tangibile del suo amore per l’uomo. Nel suo battesimo, Gesù rivela al mondo intero fin dove può arrivare la ricerca di Dio per l’umanità. Il suo battesimo non ha solamente un valore solidale con noi peccatori ma rivela anche l’origine profondo della sua forza. Mentre stava in fila come un peccatore qualunque, Gesù covava un segreto arcano che sarà rivelato progressivamente lungo il suo ministero: «Questi è il Figlio mio, l’amato». Questa verità resta la sua forza. Gesù è forte perché si sente amato. La sua forza sta nel fatto che il Padre lo ama e si fida di Lui. Non basta che Egli ami sé stesso, che sia intelligente, che abbia una buona salute, che sappia cosa fare anche nelle situazioni più difficili, che faccia camminare i zoppi e vedere i ciechi. L’unica cosa che farà rimanere Gesù protagonista della sua storia è questo Amore del Padre che si sente addosso. Mi piace pensare che ogni volta che un battesimo viene celebrato nella chiesa si rinnova per l’uomo questo augurio: «questi è il Figlio mio, l’amato». Un po’ come accadrà per alcuni bambini nelle nostre comunità questa domenica. Facciamoli sentire voluti e amati da Dio. L’amore è la scintilla divina che dà senso alle nostre storie. Se non ci sentiamo amati tutto diventa pesante, impossibile, impraticabile, grigio, triste. So che parlare di amore oggi è dire un’ovvietà perché appiccichiamo questo concetto a tutto. Intendo l’amore nella sua dimensione verticale ed orizzontale. Orizzontale perché questo amore è fatto da chi ci sta intorno, da chi vive e condivide con noi la nostra vita. Ma è anche e soprattutto verticale perché viene direttamente da Dio e passa attraverso quella vita concreta ma così trasparente che è la vita spirituale. Se dalla preghiera, dai sacramenti, dalla messa, dalla lettura della Parola di Dio, dall’adorazione, e da ogni altra cosa che riguarda la nostra fede noi non usciamo con addosso questo amore, allora c’è qualcosa che non funziona. Dio non è un pensiero carino, un concetto da studiare. Non è neanche un personal trainer che dà buoni consigli per vivere meglio. Dio in Gesù si è fatto uomo. È nato per amarci. Dobbiamo ricercarlo e incontrarlo. Mi permetto infine di dire chi ci ama davvero non ci coccola sempre. Chi ti ama a volte ti consola, a volte ti rimprovera, a volte ti aiuta, a volte ti corregge, ma certamente non ti lascia mai veramente solo. E anche quando senti di esserlo, il solo ricordo ti dà la forza di osare comunque. Gesù lo ha sperimentato nel Getsemani e sulla croce. L’equazione resta semplice: per sentirsi amati bisogna fondamentalmente amare. Solo in questo senso, l’uomo comincia gradualmente anche a ricevere amore. Se aspettiamo di ricevere per poi dare, passeremo tutta la nostra vita ammollo nelle acque del Giordano. Gesù dà tutto se stesso, per questo cresce in Lui il sentirsi una sola cosa con il Padre. E questo sentirsi una sola cosa con il Padre diventa anche il motivo per continuare a dare totalmente sé stesso. Don Lambert

Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 3,13-17

In quel tempo, Gesù dalla Galilea venne al Giordano da Giovanni, per farsi battezzare da lui. Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?». Ma Gesù gli rispose: «Lascia fare per ora, perché conviene che adempiamo ogni giustizia». Allora egli lo lasciò fare. Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono per lui i cieli ed egli vide lo Spirito di Dio discendere come una colomba e venire sopra di lui. Ed ecco una voce dal cielo che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento».